Finalmente si accede allo straordinario salone d’onore, a doppia altezza. Un magnifico salone di 160 mq e 13 mt di altezza totalmente
affrescato.
L’ambiente, coperto da una volta a padiglione, venne progettato tra il 1699 e il 1700 da Ferdinando Galli Bibiena, che si occupò anche della decorazione a quadratura, mentre le parti figurate vennero realizzate da Giovanni Evangelista Draghi (1654-Piacenza, 1712), pittore di figura.
Bibiena, indiscusso protagonista della “quadratura” cioè di architetture dipinte con finalità scenografiche, mette qui sontuosamente a punto la sua abilità nel creare effetti illusionistici. Recuperando elementi architettonici tratti dal formulario classico abbinati a ghirlande, volute, trofei, medaglioni, e combinati in ardite prospettive, suggerisce una straordinaria e illusoria dilatazione dello spazio, che appare infatti moltiplicato in altezza e nel contempo espanso ai lati tramite esedre e nicchie, dove sono dipinti a finto rilievo Minerva e le Arti.
In altezza si sovrappongono ben cinque ordini strutturati in una vertiginosa sequenza e le illusorie fughe prospettiche, le colonne, gli sfondati “aprono” in profondità le pareti.
Elementi architettonici e vegetali, colonne, vasi, trofei e carnose ghirlande caratterizzano l’architettura dell’inganno del salone e sottolineano come le architetture dipinte, alla fine del Seicento, fossero confacenti all’aristocrazia locale.
Per maggiori informazioni sul Qudraturismo si consiglia una visita al sito: http://www.quadraturismo.it
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